"Un Maestro era in viaggio con uno dei suoi discepoli. Il discepolo doveva
occuparsi del cammello. Arrivarono di notte, stanchi, ad un
caravanserraglio. Era compito del discepolo legare il cammello; ma egli non
se ne preoccupò e lasciò il cammello all'aperto. Si limitò a pregare Dio:
"Occupati tu del cammello", e si addormentò.
Al mattino, il cammello non c'era più. O era stato rubato, o si era perso,
qualcosa doveva pur essere successa. Il Maestro chiese: "Dov'è il
cammello?".
E il discepolo rispose: "Non lo so. Chiedilo a Dio. Ho detto ad Allah di
prendersi cura del cammello, io ero troppo stanco, non so che cosa sia
successo. E non ne sono nemmeno responsabile perché l'ho detto ad Allah, e
in modo molto chiaro! E tu insegni sempre a fidarsi di Allah, ed io mi sono
fidato".
Il Maestro disse: "Fidati di Allah, ma prima lega il tuo cammello, perché
Allah non ha altre mani che le tue".
Qualcuno mi fa accendere?
Ogni deserto ha i suoi miraggi
ed ogni miraggio esiste nel suo desolato deserto.
Stanotte vado a sognare dentro una stella...
Credi ancora che io possa riindossare quella maschera, gettata via insieme a tutte quelle sicurezze che la rendevano lucida e composta...
La tua vacuità ti spinge all'indifferenza, non vedi il mio vero volto, non lo guardi neppure, per non rischiare di perdere quella sembianza di persona che ti illudi possa salvarti dalla paura di te...