Ogni volta che sono obbligato a andare nella giungla di cemento mi muovo in silenzio e guardingo. E' pieno di trappole e sono ben mimetizzate.
La gente stessa è intrappolata, e mi vogliono come loro. Non amano la mia libertà, e mi guardano in modo strano, come se fossi io lo strano. Li ascolto e li osservo, e loro, come venditori d'aria, cercano di convincermi come possono.
La mia casa è instabile, non vuole stabilizzarsi in un luogo preciso, e ama spaziare tra l'infinito del microcosmo di un granello di sabbia del mio adorato deserto, e l'infinito del macrocosmo dell'universo che comprende tutto e tutti.
Adesso, chi vuole, sa dove trovarmi!